Ticino, 16 novembre 2018

Per Bertoli la scuola che verrà "verrà comunque", Quadri: "Stai sereno"

"La Scuola che verrà, non verrà adesso non verrà magari tutta insieme ma pezzetti ma verrà" sono le parole del Consigliere del Stato Manuele Bertoli in merito alla riforma scolastica bocciata in votazione popolare lo scorso 23 settembre. Il ministro socialista, che si esprimeva in un'intervista rilasciata al portale Ticinonews, rimane quindi convinto della bontà del suo progetto e annuncia la sua intenzione a portarla avanti nonostante l'opposizione popolare. Per Bertoli il suo progetto sarebbe simile a altri progetti che all'inizio sono stati avversi a molti ma che più tardi sarebbero stati accettati dalla stragrande maggioranza della popolazione.

Che Bertoli non intenda rispettare la volontà popolare non stupisce il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri che poche ore dopo commentava sulla sua pagina Facebook le dichiarazioni del direttore del DECS: "Nessuna sorpresa" scrive Quadri " Già le prime dichiarazioni rilasciate del kompagno direttore del DECS dopo la clamorosa asfaltatura rimediata in votazione popolare dalla scuola che NON verrà, andavano nel senso dell'aggiramento della volontà popolare". Il Consigliere nazionale avverte poi Bertoli : "se il kompagno direttore del DECS (ammesso e non concesso che in aprile avrà ancora una cadrega sotto le terga) pensa di potersi fare i comodi propri e quelli dei suoi burocrati naturalmente tutti targati PS, ha fatto male i conti". A Quadri poi di ricordare che la scuola ticinese non appartiene al ministro socialista: "La scuola ticinese è dei ticinesi e non di Bertoli e dei suoi giannizzeri".

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