Svizzera, 30 ottobre 2018

Accordo quadro: il triciclo vuole firmare ad ogni costo!

Prosegue lo psicodramma sullo sconcio accordo quadro istituzionale, ossia un accordo coloniale, che sancirebbe la totale sudditanza della Svizzera alla fallita UE. Un accordo che ci imporrebbe i Diktat di Bruxelles ed i giudici stranieri. Con la direttiva disarmista degli eurobalivi (firmate tutti il referendum! Il formulario lo trovate a pagina 32) abbiamo avuto un primo assaggio di cosa comporta inginocchiarsi agli ordini dell’UE: rottamazione delle nostre tradizioni, della nostra democrazia diretta, delle nostre leggi, della nostra Costituzione. E la partitocrazia spalancatrice di frontiere vuole proprio questo. Il suo obiettivo è infatti tagliar fuori i cittadini. Il “popolazzo becero che vota sbagliato” non può decidere. Men che meno può autodeterminarsi. La democrazia diretta va abolita: comandano le élite internazionaliste! Questo è il disegno del triciclo PLRPPD- P$$: e sarà bene tenerlo sempre presente ad ogni appuntamento elettorale. Perché è inutile lamentarsi ma poi continuare a votare sempre gli stessi partiti e personaggi.

“Ci siamo quasi”

Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis, dopo essersi completamente dimenticato del tasto reset, adesso smania per concludere l’obbrobrioso accordo quadro istituzionale. “Ci siamo quasi”, ha infatti dichiarato venerdì, in brodo di giuggiole, durante la seduta della Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati. Quella Commissione di grandi statisti che, con il voto determinante del suo presidente, il senatore uregiatto Pippo Lombardi, ha deciso che il REGALO da 1,3 miliardi alla fallita UE s’ha da fare.

A parte che sembra di sentire la favoletta del nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, la cui conclusione sarebbe “imminente” da almeno 4 anni. Per il ministro degli esteri liblab, la sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale è evidentemente un obiettivo da raggiungere, costi quel che costi. Altro che tutte le fanfaluche che veniva a raccontare sui trattati con gli eurofalliti che si concludono solo se portano vantaggi alla Svizzera, altrimenti si può anche lasciare perdere: scaricate nell’ecocentro assieme al tasto reset. L’inversione di rotta è stata rapida e totale. Adesso si tenta di spacciare l’accordo quadro per indispensabile. E nel contempo si procede al solito lavaggio del cervello ai cittadini, corredato di sondaggi taroccati, secondo i quali la maggioranza degli svizzeri sarebbe favorevole ad una tale oscenità.

Promemoria

“Ci siamo quasi”, si esalta il ministro PLR. “Ci siamo quasi”… a cosa? Forse è opportuno un breve ripasso su alcune delle conseguenze che l’ennesimo trattato-capestro porterebbe con sé: - Sottomissione ai Diktat dell’UE tramite ripresa automatica del diritto della DisUnione europea; - Giudici stranieri che decidono in casa nostra; - Obbligo di recepire la direttiva europea sulla cittadinanza, a seguito della quale non potremmo più espellere nessun criminale straniero se costui è cittadino UE; - Socialità svizzera completamente alla mercé degli immigrati comunitari; - Fine delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone (quelle misure con cui i $inistrati si sono sempre riempiti la bocca); - Invasione di TIR UE da 60 tonnellate (niente da dire, kompagni ro$$overdi?); - Fine delle banche cantonali, perché agli eurofunzionarietti in scadenza non sta bene che esse dispongano della garanzia dello Stato; - Annullamento di votazioni popolari; - Eccetera eccetera.
Ecco qua gli obiettivi del ministro degli esteri PLR e della casta spalancatrice di frontiere!

Linee rosse?

Anche il Gigi di Viganello ha capito che sui temi di cui sopra è impossibile avvicinare le posizioni della Svizzera a quelle degli eurofalliti, poiché sono diametralmente opposte. Se, come racconta KrankenCassis, lo sconcio accordo quadro istituzionale potrebbe essere concluso “prima della fine dell’anno o addirittura nelle prossime settimane”, questo può voler dire solo una cosa: che i camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno già deciso di calare le braghe su ogni punto. In barba alla fregnaccia delle “linee rosse invalicabili”, che è solo uno specchietto per le allodole per fare fessi i cittadini! Non esiste alcuna linea rossa che i politicanti eurosvenduti non siano disposti a calpestare. Le trattative tra Svizzera ed UE seguono sempre lo stesso desolante copione: 1) Berna dice una cosa; 2) Bruxelles risponde che non va bene; 3) Berna cala le braghe incondizionatamente, e per giustificarsi dipinge scenari apocalittici nel caso in cui gli svizzerotti avessero la scelleratezza di opporsi ad un qualsiasi desiderio dell’UE!

Referendum

Certo che il rappresentante parzialmente ticinese che il PLR ha mandato in Consiglio federale rende dei grandi servizi al Cantone. Come no… Comunque, nella denegata ipotesi che l’accordo quadro venisse sottoscritto, è evidente che sarà referendum. E allora vedremo se la casta e la stampa di regime (a partire dall’emittente di sedicente servizio pubblico) riusciranno a fare il lavaggio del cervello ai cittadini a suon di catastrofismi farlocchi e di fake news, o se invece le cose andranno in un altro modo.

Lorenzo Quadri / MDD

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