Mondo, 21 ottobre 2018

Aveva impedito la deportazione di un criminale, ora rischia il carcere

foto voiceofeurope
Aveva fatto il giro del mondo quest'estate il video di Elin Ersson, una studentessa svedese di 21 anni, mentre fermava la deportazione di un afgano di 52 anni da un volo del 23 luglio da Göteborg e diretto a Istanbul. Ersson si era rifiutata di sedersi se l'uomo non veniva fatto scendere dall'aereo e aveva trasmesso in streaming la sua "protesta" su Facebook, che nel frattempo ha ricevuto oltre 13 milioni di visualizzazioni. Altri passeggeri si sono fatti commuovere e nella confusione, l'uomo era stato fatto scendere e la sua espulsione non è potuta procedere. Ersson era convinta, per qualche motivo, che se l'uomo fosse stato rimandato in Afghanistan sarebbe stato ucciso.

Negli ambienti della sinistra immigrazionista la ragazza è immediamente diventata un'eroina. Tuttavia nel frattempo è emerso il passato criminale dell'uomo, condannato tra le altre cose a nove mesi di detenzione per violenza domestica per aver picchiato a più riprese sua moglie e i suoi due figli. Considerato un pericolo per la società, scontata la pena le autorità svedesi avevano deciso di rimandarlo nel suo paese, rimpatrio che Ersson aveva poi impedito in diretta video.

Ora, la ragazza, che in seguito all'episodio si era detta convinta su facebook che "nessuna legge è stata infranta", andrà a processo con l'accusa di aver violato la legge sulla circolazione aerea, riferisce il portale svedese Aftonbladet.

Secondo la legge svedese un passeggero che reca disturbo alla circolazione dell'aereo o non rispetta le disposizioni del pilota o dell'equipaggio rischia fino a sei mesi di carcere e una multa.

Nonostante gli sforzi di Ersson, il 52enne afgano è stato nel frattempo deportato.

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