Sport, 10 settembre 2018

Nummelin, il più grande: “A Lugano i migliori anni…”

L’idolo bianconero ha smesso di giocare. Farà l’allenatore dei giovani

TURKU (Finlandia) - Per un vecchio tifoso come, Petteri Nummelin resta a tutt’oggi il più grande giocatore che abbia mai vestito la maglia bianconera. È un’affermazione senza dubbio opinabile ma che parte dal cuore, perché in tanti anni di frequentazione della Resega mai abbiamo sentito tante “vibrazioni” e tanta emozione quando il disco arrivava sul suo bastone e partiva per un assist millimetrico o finiva nella rete del malcapitato portiere avversario.

Ma Nummelin non è stato solo questo: è stato un leader sul ghiaccio, un compagno da cui prendere esempio (“ Arrivava sempre primo agli allenamenti ed era l’ultimo a lasciare la pista” ci disse Sandy Jeannin una volta) ed un infaticabile lavoratore. In alcune partite sembrava non voler uscire mai dal ghiaccio. “Con Nummy era come avere il pilota automatico. Gli davi in mano la squadra e lui faceva quello che voleva” affermò anni fa Ivano Zanatta, che del finlandese fu allenatore nella stagione dell’ultimo titolo luganese.

Appunto: Nummelin ha accompagnato gli anni forse più memorabili per intensità e drammaticità della recente storia dell’HC Lugano: dal 2002 al 2013, con una pausa in mezzo, ha rappresentato il meglio, anche quando le cose non andavano per il verso giusto ed il suo rendimento cominciava a calare per gli infortuni subiti.

Fu lui, assieme a Ville Peltonen (oggi tecnico del Losanna) a dare la svolta della “maledetta” serie con l’Ambrì Piotta nei quarti di finale del 2006. “Giocavamo da schifo e allora ci guardammo allo specchio per provare un po' di vergogna…. Fu la svolta: andammo alla Valascia a vincere e la serie cambìo indirizzo”, ci disse il finlandese in una intervista“strappata” quasi a mezza notte del 13 aprile di 12 anni fa.

La notte dei tempi e del settimo (e per ora) ultimo titolo nazionale targato HCL. Rüeger, York, Hirschi, Reuille e Vauclair (ci sono ancora!), Metropolit, Peltonen, Gardner, Jeannin, Hentunen e tanti altri: uno squadrone.

“Il Lugano più forte di tutti i tempi” ebbe a scrivere Klaus Zaugg, il giornalista di hockey più letto sul territorio nazionale. Ma di titoli in bianconero Nummy ne aveva vinto uno anche nel 2003. “Forse meno bello del secondo ma ugualmente indimenticabile. Non eravamo favoriti ma superammo tutti grazie alla compattezza del gruppo e al sostegno del pubblico. Era la stagione del “non mollare mai”, straordinaria!”, disse emozionato il finlandese.

Ora a 45 anni il “folletto” ha deciso di dire basta. Ha infatti appeso i pattini al chiodo, dopo una stagione da protagonista nel campionato asiatico con la maglia dei Nikko Icebucks (Giappone). “Non aveva voglia di smettere – ci ha detto Diego Scandella, ex vice del Lugano e dell’Ambrì - L’ho sentito alcuni mesi fa e mi aveva comunque annunciato che primo o poi avrebbe abbracciato la carriera di allenatore dei giovani”.

E infatti partirà proprio da lì, da una squadra del Turku, il suo club di formazione, la sua nuova avventura. Auguri, carissimo Nummy. Il numero 33 ci accompagnerà per sempre.

M.A.

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