Svizzera, 01 settembre 2018

Sindacato crea annunci di lavoro fittizi dove le donne guadagnano di meno per influenzare il dibattito sulla parità salariale

Mercoledì, il portale romando LeMatin pubblicava un articolo in cui venivano descritti due annunci di lavoro pubblicati su un sito di piccoli annunci. In questi due annunci di lavoro si cercavano due assistenti e incarichi di assistente alle risorse umane di un'azienda. Per le stesse identiche capacità, la retribuzione dell'uomo era fissata a 80'000 franchi, quella della donna a 64'000 franchi. Notizia a cui la consigliera nazionale socialista Rebecca Ruiz (VD) reagiva immediamente dicendosi "scioccata e scandalizzata".

LeMatin ha in seguito cercato di contattare questa società, Meyer Info, con sede a Pully nel canton Vaud, per conoscere con quali motivi spiegava questa differenza di salario tra uomini e donne. Sul sito dell'azienda si può leggere: "Fondata nel 1971 a Pully da Lucien Meyer, l'azienda di famiglia ha continuato a crescere. Inizialmente orientata nell'industria della ferramenta, Meyer Info impiega oggi più di 30 persone in 4 cantoni. Fedele ai suoi valori e alle sue tradizioni, la nostra azienda ti porta il suo know-how per tutte le riparazioni dei tuoi computer, che sia per motivi personali o professionali". Il sito aveva anche una versione in tedesco e italiano e una pagina facebook.

Molti lettori hanno nel frattempo indagato nei registri commerciali e contattato il comune interessato. E come è poi emerso, nonostante un sito web che sembra credibile a prima vista (vedi foto sopra), questa compagnia è fittizia, gli annunci sono falsi e Lucien Meyer semplicemente non esiste. Chi trae beneficio da questo montaggio? Molti lettori di LeMatin hanno indicato la sinistra... e con una buona ragione.

Secondo informazioni raccolte sempre da LeMatin, si tratterebbe di un'operazione politica fatta da un grande sindacato nel periodo precedente la sessione autunnale delle Camere federali, in cui verrà dibattuto, guarda caso, l'introduzione di un audit obbligatorio per le aziende con più di 50 dipendenti sulla parità salariale tra uomo e donna. Colto sul fatto, il sindacato non ha risposto alle domande di LeMatin su quanto sia opportuno e credibile una tale operazione. Nel frattempo il sito, gli annunci e la pagina facebook sono spariti.

LeMatin, per qualche motivo, non indica il nome del sindacato che sta dietro a questa operazione manipolatoria. Meno remore a rendere pubblico chi sia stato le ha invece uno dei lettori di LeMatin che ha contribuito a scoprire che l'azienda e i relativi annunci fossero falsi. Come potete vedere sotto dalla sua schermata presa dalla pagina facebook dell'azienda fittizia appare, fra le “pagine connesse”, la pagina di un grande sindacato svizzero, e guarda caso proprio la sezione femminile. Appena sotto invece, la pagina di un movimento politico giovanile vicino ai sindacati e grande sostenitore del mito della disuguglianza salariale tra uomini e donne. Una coincidenza? Lasciamo giudicare ai lettori. Da notare i 418 “mi piace” della pagina dell'azienda fittizia, il che sta a significare che 418 persone si sono prestate a questa disonesta operazione manipolatoria (o, in alternativa, 418 persone hanno messo il “mi piace” alla pagina di un'azienda inesistente o che qualcuno ha passato non poco tempo a creare 418 account falsi per rendere la pagina più credibile).

  

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