Opinioni, 03 agosto 2018

Censi: "Indipendenza, libertà e solidarietà sono i nostri valori. Identità non è una brutta parola!"

Allocuzione ufficiale per la Festa nazionale Svizzera a Stabio di Andrea Censi

Stimate Autorità,

care cittadine, cari cittadini, amiche e amici

è un onore poter essere oggi qui con voi e vorrei ringraziare in particolar modo la nostra Municipale Katia ed il gruppo Lega in Consiglio comunale per avermi proposto e dato l`opportunità di vivere questo splendido e significativo momento con voi, in una terra che mi sta particolarmente a cuore. Mendrisiotto dove ho vissuto gran parte della mia infanzia e passato parte del mio percorso scolastico.

Generalmente il primo agosto è il momento in cui mi concedo una riflessione personale sui valori cardine della nostra società, su chi siamo e da dove arriviamo, è il momento in cui tiro le somme su quanto fatto, quanto ho sbagliato e come riprendere la giusta rotta come cittadino e come politico. È l'inizio di un nuovo anno che ci permette di ricollocare le giuste priorità: personali, civiche e politiche.

Oggi ho l'onere e l'onore di poter fare questa riflessione con voi.

La ricorrenza del Natale della Patria ci offre l’occasione per meditare sui valori preziosi sui quali si fonda la nostra Confederazione: l’indipendenza, la libertà e la solidarietà.

L’indipendenza, il sentimento primo che ha stimolato la nascita della nostra splendida nazione, quella sacrosanta rivendicazione che i fondatori di questo paese sancirono nel patto federale ribellandosi al dominio ed alle ingerenze degli Asburgo. Quella forza e principio intoccabile che ci ha fatto resistere negli anni, in centinaia di anni, di fronte a tutte le avversità. Quel valore che oggi ci permette di proteggerci da chi, troppo spesso pretende di venire a comandare a casa nostra. È imperativo per noi mantenere alta la guardia e vigilare affinché la nostra politica non ci porti dove il popolo svizzero più volte ha detto un chiaro NO.

La solidarietà, principio fondamentale che da sempre ha contraddistinto la Svizzera, favorita da un federalismo che sale dal basso, non vogliamo e non possiamo ignorare i bisogno delle nostre fasce più deboli, della nostra gente che ha bisogno. Solidarietà che il popolo democraticamente ha organizzato tramite uno stato sociale. Un'organizzazione di mutuo aiuto di fondamentale importanza, ma che non deve tramutarsi in un'assistenzialismo alla carte.

La libertà, si la libertà: un bene di valore inestimabile che ci tutela e protegge, e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del nostro Paese. In decine di paesi questa parola è solo una scritta su un testo di scuola o su un dizionario.

Io sono convinto, sono persuaso che la libertà si manifesta a noi anche attraverso il dovere civico, un dovere morale nel rispettare le leggi ma soprattutto nel diritto e l’opportunità di poter esprimere il nostro voto e avere così un potere decisionale prezioso. Un potere a livello mondiale più unico che raro che va oltre all`eleggere i propri rappresentanti, ma che ci permette di intervenire in modo diretto nelle decisioni e nella politica tramite un`iniziativa popolare o un referendum , un fantastico sistema che si chiama democrazia diretta.

Ma troppo spesso negli ultimi anni si assiste ad un disinteresse della popolazione per la cosa pubblica. Molti cittadini si astengono dalla partecipazione al voto. Questo astensionismo è un problema reale, perché a poco a poco il diritto di voto rischia di diventare un appannaggio di pochi. «Cambia nogot», «tanto fanno comunque quello che vogliono» sono frasi fatte che non hanno nessuna giustificazione ed in più sono fasulle. Il partito di maggioranza, purtroppo oggi, è quello degli astensionisti, se solo si mettessero insieme potrebbero governare il paese. La nostra democrazia è un potere troppo grande e troppo importante, unico al mondo, invidiato da tutti, dobbiamo sfruttarla nel migliore dei modi, è il più grande strumento per garantirci la libertà.

In questo senso, penso, e permettetemi un riferimento politico attuale quanto storico, in autunno, potremo esprimerci sull’iniziativa per l’autodeterminazione, “il diritto svizzero anziché giudici stranieri”, che prevede la preminenza della Costituzione federale sul diritto internazionale.

Nella Berna federale c’è chi si oppone a tutto ciò, sostenendo che l’iniziativa è dannosa per la reputazione internazionale del Paese e la sua piazza economica. A queste persone io dico che noi vogliamo semplicemente fare in modo che le decisioni del popolo vengano applicate.

Troppo spesso il diritto internazionale viene sbandierato come un'arma da coloro che vogliono mettere a tacere le decisioni democraticamente, liberamente ed indipendentemente prese dal popolo svizzero.

Come già detto parlo di attualità quanto di storia, della nostra storia, della nostra indipendenza. I padri fondatori già nel 1291 sancirono nel Patto federale la sovranità giudiziaria e l’indipendenza dal potere estero. Il trafiletto recitava:

“Abbiamo pure, per comune consenso e deliberazione unanime, promesso, statuito ed ordinato di non accogliere nè riconoscere in qualsiasi modo, nelle suddette valli, alcun giudice il quale abbia acquistato il proprio ufficio mediante denaro od altra prestazione, ovvero non sia abitante delle nostre valli o membro delle nostre comunità.”

Continuiamo dunque a difendere il Ticino e la Svizzera, l`identità non è una brutta parola, la difesa dei nostri diritti e valori non è una cattiva azione, la salvaguardia degli interessi del nostro paese non è  una mancanza di sensibilità verso gli altri, ma un sano ed onorevole principio. È un normale e giusto sentimento, esattamente come quello che ci spinge a proteggere la nostra famiglia, ed il Ticino e la Svizzera sono la mia, sono la nostra famiglia.

Buon compleanno Svizzera!

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