Mondo, 29 luglio 2018

Un prete scrive a Famiglia cristiana (e non è il solo)

Come sacerdote di Colui che è Reggitore dell’Orbe Terrestre e Creatore dell’Universo, Nostro Signore Gesù Cristo mi permetto di mandarle questa breve lettera anche in virtù degli innumerevoli scandali che negli ultimi mesi hanno prepotentemente cercato di macchiare la Veste Immacolata della Sua Castissima Sposa che è la Chiesa.

 

La Carità da virtù teologale si è trasformata in sentimentalismo peloso, che in bocca a molti ecclesiastici o cristiani alla moda si è ulteriormente trasformata in qualcosa di così venefico che non ha timore di attaccare per puro spirito ideologico forme o anche istituzioni, in questo caso politiche considerandole il male assoluto. Tanto forte è in me l’indignazione e lo scandalo per quello che in queste settimane sta accadendo nella nostra amata Patria che Cristo a scelto come sua sede che ho paura di non trovare le parole giuste per esprimere le turbolenze interiori che passivamente sto subendo.

 

Mai nella storia della Chiesa si era visto cotanto astio, livore  e odio nei confronti di un governante, nella fattispecie nella persona del ministro dell’interno l’Onorevole Salvini, sembra una Chiesa che da Madre è divenuta matrigna, uno spettacolo vergognoso e squallido nonché tanto imprudente da mettere in pericolo i suoi  stessi  figli. Mai in duemila anni la gerarchia, ufficialmente, tanto si era esposta come in questi ultimi mesi tramite la CEI coi suoi proclami altisonanti fatti di slogan vecchi odoranti di muffa anni ’70, giornali un tempo cristiani ora marxisti e riviste non più ortodosse ma eterodosse e sfacciatamente comuniste. Per quello che so, i cristiani sono sempre stati considerati ottimi cittadini, anche durante le persecuzioni romane, l’unica loro colpa era quella di non voler bruciare l’incenso al Pantheon e non considerare l’Imperatore il figlio di Giove ma mai vennero accusati di sedizione contro lo stato o terrorismo, anzi, condotti al martirio pregavano per i loro governanti e chiedevano al buon Dio la loro conversione, poiché non era per loro quello il male ma al contrario essi li amavano poiché anche per loro Cristo si era immolato su una Croce e anche per loro aveva versato il Suo Preziosissimo Sangue e anche per loro, quindi, era stato aperto il Paradiso, la loro Anima era preziosa come qualunque altra e proprio per questo non doveva meritare l’inferno. Ora sembra che le Anime contino poco, ora conta di più piacere al mondo che a Dio, questo mondo vecchio come il diavolo, che come il diavolo ha sempre voluto escludere il Re dell’Universo, una Chiesa che fa politica violenta, che sa tanto di ONG alla salvezza dei poveri negri con una squallida nave sgangherata piuttosto che salvatrice delle povere anime con la sua Nave gloriosa di cui il nocchiere è Gesù Cristo nostro Signore.

 

Come Sacerdote mi vergogno pesantemente nel vedere nella Rivista “Famiglia Cristiana” un’immagine di un ministro  voluto democraticamente da un popolo sovrano con sotto scritto vade retro Salvini e la siluette di un Papa che vi offre un esorcismo, un esorcismo di massa che spetterebbe più ai reverendi presuli; presuli che dicono di reagire ai toni aggressivi di Sua Eccellenza il Ministro degli interni, a dir loro malvagio come il diavolo, sbandierando al contempo un fanta vangelo che di cristiano non ha proprio nulla se non il prefisso, infischiandosene di quello che al contrario, i confratelli africani dicono, che questi giovani che disperati partono per l’Italia vanno al contrario trattenuti nella loro terra e aiutati in loco per favorire quelle nazioni che altrimenti si impoverirebbero ancora di più depauperate della forza di braccia e cervelli giovani che tanto potrebbero far del bene nel loro paese. Perché non ascoltano loro? Perché ascoltano il grido delle Pampas e non di chi, quella cruda realtà, la sta vivendo sulla pelle? Veri Presuli coraggiosi che rischiano la vita tutti i giorni per il nostro Re e non prezzolati strapagati che fingono la povertà nei loro vecchi palazzi cinquecenteschi  e che parlano di Gesù Cristo solo quando gli conviene. Dove erano quando in Italia il parlamento favoriva le unioni omosessuali? Dove erano quando il parlamento votava per il testamento di fine vita? E ancora prima quando  entrò in vigore la legge omicida dell’aborto o quella del divorzio? Dove erano? Erano ospiti in qualche talk show non a difendere i diritti di Dio ma al contrario omettendo gravissimamente la verità e cioè che queste leggi così perfide sono state volute da satana stesso, lui si male assoluto, che vuole la nostra distruzione e vederci con la nostra anima bruciare eternamente nel suo regno infernale, al contrario zelantissimi nel dimostrare di quanto la chiesa fosse evoluta e in dialogo coi tempi moderni, perché il concilio voleva il dialogo e non la condanna e ora perché condannano? Con quale faccia lo fanno? Hanno forse degli interrassi di bottega? Vogliono leziosamente conteggiare il loro capo che non è, sicuramente, Dio Padre? Ci guadagnano?

 

Stanno montando una rabbia nel popolo sempre più crescente, io stesso, poco tempo fa, sono stato insultato in una piazza del centro storico del mio paese; così mi dissero “voi preti ci state facendo invadere, è colpa vostra, schifosi!” ecco i risultati, complimenti alla gerarchia italiana, ecco cosa hanno ottenuto odio e frustrazione in un popolo che fino a qualche decennio fa era al contrario  più che devoto. Ci siamo spogliati della Sacra Veste, ci siamo spogliati della Sacralità, ci siamo fatti borghesi e non parliamo più dei cari Novissimi, quando ci si mondanizza il mondo chiede il conto e il suo conto è salato poiché vuole il sangue. Un popolo stanco è una mandria impazzita che qualora si muovesse schiaccerebbe tutto e tutti.

Mi permetto di concludere  con dei punti del catechismo maggiore particolarmente utili a comprendere il mistero del male, il vero male che non è l’immigrazione o la simpatia o antipatia verso un politico:

300. Dobbiamo sempre riconoscere la volontà di Dio nelle cose prospere od avverse della vita? Nelle cose sia prospere che avverse della vita presente dobbiamo sempre riconoscere anche la volontà di Dio, il quale tutto dispone o permette per il nostro bene.

301. Che cosa chiediamo nella settima domanda (del Pater, ndR): ma liberaci dal male? Nella settima domanda, ma liberaci dal male, chiediamo a Dio, che ci liberi dai mali passati,presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall’eterna dannazione, che ne è la pena.


302. Perché diciamo: liberaci dal male e non dai mali? Diciamo: liberaci dal male e non dai mali, perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli, che non sono espedienti all’anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.


303. Non è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, per esempio da una malattia? Si, è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, ma sempre rimettendoci alla volontà di Dio, il quale può anche ordinare quella tribolazione a vantaggio dell’anima nostra

304. A che cosa ci giovano le tribolazioni che Dio ci manda? Le tribolazioni ci giovano per fare penitenza delle nostre colpe, per esercitare le virtù, e soprattutto per imitare Gesù cristo nostro capo, al quale è giusto che ci conformiamo nei patimenti, se vogliamo aver parte nella sua gloria.
 

Cari Vescovi, Religiosi e confratelli Sacerdoti così si esprime la Chiesa e non come fate voi con slogan vergognosamente scandalosi e carichi di odio conto la verità e il bene delle anime. Prego per voi. Che Dio abbia misericordia di tutti noi Sacerdoti quando il castigo ci travolgerà.

Lettera firmata


(Via maurizioblondet.it)

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