Svizzera, 17 luglio 2018

La libera circolazione ciurla nel manico. Soldatini in tilt

La scellerata politica delle frontiere spalancate, con l’avanzare dei “sovranisti”, ciurla nel manico. L’iniziativa popolare contro la devastante libera circolazione delle persone ha raccolto 125mila firme in meno di sei mesi (c’era tempo un anno e mezzo per raccoglierne centomila). E a Berna, ai camerieri di Bruxelles ed ai loro soldatini sta diventando fredda la camicia.

Così i tamberla della SECO se ne sono usciti con l’ennesima fregnaccia. Ovvero, il nuovo bilancio della libera circolazione.


“Nessuna penalizzazione”

Secondo costoro, infatti, i residenti in Svizzera non sarebbero penalizzati dalla libera circolazione delle persone. Inoltre, non esisterebbe né sostituzione né dumping salariale.

“Sono solo percezioni”, come garantiva lo studio dell’ IRE sul frontalierato eseguito dal ricercatore frontaliere o ex frontaliere. Il quale, ma guarda un po’, viene sistematicamente interpellato dal Corriere del Ticino per commentare le notizie sui permessi G.


Un bel “vaffa!”

Ai burocrati federali della SECO con i piedi al caldo, lautamente foraggiati con i nostri soldi, dedichiamo un corale “vaffa ”!

Ricordiamo che costoro sono quelli che, oltre a produrre statistiche taroccate per fare il lavaggio del cervello al popolazzo, hanno deciso — su ordine di chi? Del loro capodipartimento, il decotto ministro PLR“Leider” Ammann? Oppure hanno fatto tutto di propria iniziativa? — che anche i frontalieri devono (?) avere diritto al guadagno intermedio. E sono purefavorevoli, i burocrati della SECO, al disastroso Diktat con cui l’UE pretende di far pagare al paese di lavoro (ovvero: a noi)la disoccupazione dei frontalieri. Una novitàche, nella malaugurata ipotesi in cui dovesse diventare realtà, avrebbeconseguenze deleterie: ci costerebbe centinaia di milioni di Fr all’anno;

- farebbe esplodere gli abusi; - genererebbe un’impennata di iscrizioni agli uffici regionali di collocamento (URC), ed il potenziamento degli URC ticinesi lo pagherebbe il solito sfigato contribuente cantonale; - azzererebbe del tutto la ciofeca denominata “preferenza indigena light”, con cui la partitocrazia finge di favorire i disoccupati iscritti agli URC. Se tutti i frontalieri si iscrivono, di quale “preferenza” beneficerebbero i residenti?

- Costituirebbe l’ennesimo privilegio ingiustificato dei frontalieri (che già sono dei privilegiati fiscali) rispetto agli italiani che lavorano in Italia. Ed infatti, quando sui media del Beipaese si è sparsa la voce infondata (in realtà nulla è stato ancora deciso) ma purtroppo verosimile, che gli svizzerotti avrebbero pagato la disoccupazione dei frontalieri, la gioia dei permessi G è esplosa sui social.


Chiudere la SECO

Il nuovo bilancio taroccato sulla libera circolazione propinato dalla SECO è l’ennesima dimostrazione che questo ufficio della Confederella serve ormai solo a divulgare “fake news” per fare propaganda di regime alle frontiere spalancate volute dall’élite. Quindi, la SECO va CHIUSA; così tra l’altro si risparmiano ogni anno 100 milioni di franchetti, che non sono noccioline!


Immigrazione sotto controllo?

Da notare che, nel loro rapporto farlocco, gli scienziati della SECO blaterano che nel 2017 il saldo migratorio dai paesi UE verso la Svizzera sarebbe sceso a 31 '250 persone, ovvero 1’ 11% in meno rispetto all’anno precedente. E allora?

1) Prima della votazione sui Bilaterali, il Consiglio federale aveva promesso un saldo migratorio di al massimo 8-10 rnila persone all’anno: la cifra che adesso la SECO tenta di spacciare per irrisoria è quasi il QUADRUPLO di quella promessa!

2) Grazie alla scellerata libera circolazione, siamo arrivati per anni ad avere ben oltre 60mila migranti UE.

Ma naturalmente i soldatini della SECO... citus mutus!

3) I flussi migratori in alcuni periodiaumentano, in altri diminuiscono.

4) Visto che la barca è piena, un calo dell’immigrazione testimonierebbe solo che il disastro è ormai compiuto. Ed infatti in Ticino i giovani, per avere un futuro, devono tornare ad emigrare. Un balzo indietro di cento anni!


La boiata regina

Ma la fregnaccia del mese è quella di tale Roland Müller, direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori. Secondo costui, malgrado la libera circolazione, “non c’è alcuna sostituzione della manodopera indigena, nemmeno in Romandia ed in Ticino”. O Roland, ma ci sei o ci fai? Il Ticino l’hai visto solo in cartolina? La tua bestialità sulla sostituzione che non esiste, valla a raccontare a tutti i ticinesi che sono finiti in disoccupazione ed in assistenza perché al loro posto sono stati assunti dei frontalieri. Valla a raccontare a tutti i giovani che non trovano un lavoro perché il mercato è intasato da permessi G. Poi ne riparliamo. Perché questi tronfi soggetti non vengono mai licenziati e rimpiazzati da stranieri a basso costo, così finalmente si rendono conto della situazione?


Lorenzo Quadri / MDD

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