Sport, 03 luglio 2018

Svizzera, game over! La Svezia ci imbriglia e ci elimina dal Mondiale

Decisiva la rete di Forsberg (1-0), con sfortunata deviazione di Akanji, che ha premiato gli scandinavi e ha punito una Svizzera che questa volta ha fatto troppo poco per poter sognare

SAN PIETROBURGO (Russia) – Il Mondiale della Svizzera è finito: il nostro sogno si è arenato sull’arcigna Svezia che, a dir la verità, ha meritato di conquistare il pass per i quarti di finale dove sfiderà o la Colombia o l’Inghilterra. A decidere la sfida, oltre alle difficoltà palesate sia in attacco che in difesa dalla nostra Nazionale, ci ha pensato Forsberg che ha siglato il definitivo 1-0.

Il primo tempo della sfida di San Pietroburgo non ha regalato tantissime emozioni a tinte rossocrociate. È vero, il possesso palla è stato di gran lunga nostro, ma abbiamo spesso faticato a trovare spazi in fase offensiva, anche perché abbiamo sempre preferito un gioco orizzontale piuttosto che verticale e abbiamo mostrato le solite difficoltà nell’occupare gli ultimi 16m: il tiro alto di Dzemaili (39’) è stato l’unico e vero guizzo degno di nota della nostra Nazionale. In realtà abbiamo faticato a trovare le misure, anche perché la Svezia, a sorpresa, ci ha pressati alti: le occasioni di Berg – bravissimo Sommer –, di Ekdal e di Forsberg ci hanno fatto sudare freddo.

Se possibile, il secondo tempo ha mostrato una Svizzera ancora più confusionaria, nonostante un baricentro più avanzato. Qualche occasione dalle parti di Olsen c’è stata, specie con Xhaqiri, ma di concreto non si è visto proprio nulla; di concreto c’è stato solo il gol svedese, siglato da Forsberg (66’) – decisiva la deviazione di Akanji – che ha sfruttato una delle tante disattenzioni tattiche della nostra Nazionale. Sì perché Xhaka e Shaqiri, oltre a non incidere in fase offensiva, spesso hanno perso palloni sanguinosi e non hanno praticamente aiutato la nostra difesa.

I cambi decisi da Petkovic – Embolo e Seferovic al posto di Zuber e Dzemaili – hanno dato una verve diversa alla truppa elvetica, che si è disposta in campo con un più propositivo 4-4-2.  Le buone intenzioni, la pressione messa sulla difesa svedese, però, si sono arenate sul muro svedese che, pur soffrendo il giusto come in occasione del colpo di testa di Seferovic, ha retto fino alla fine, sfiorando anche il raddoppio col rigore assegnato e poi cancellato con la VAR (espulso Lang).

Gli ottavi di finale restano quindi maledetti, restano un tabù che non riusciamo proprio a superare: ma questa volta, a dir la verità, fa ancora più male di tante altre volte. Questa volta ce ne torniamo a casa con un magone e un groppo in gola che difficilmente digeriremo velocemente…

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