Svizzera, 20 giugno 2018

Scoppia il "caso Francesca", italiana in assistenza che viveva nel lusso

Una cittadina italiana residente a Berna, pur essendo in assistenza, si è potuta permettere un appartamento di 3.5 locali, di andare in vacanza diversi mesi l'anno e di pagarsi vestiti firmati per oltre 100'000 franchi

In Svizzera interna è scoppiato il caso di Francesca T., una cittadina italiana 59enne residente a Berna che, pur essendo beneficiaria dell'assistenza sociale, si è potuta permettere un appartamento di 3.5 locali, di andare in vacanza per diversi mesi all'anno e di pagarsi abiti firmati di un valore stimato a 100'000 franchi. E questo senza che gli uffici preposti fossero mai intervenuti, infatti la scoperta è avvenuta solo dopo il decesso della donna lo scorso 19 aprile. E intanto è scoppiato il caso politico.

La vicenda ha ancora molte domande senza risposta. Come può qualcuno ottenere assistenza sociale ma allo stesso tempo permettersi uno stile di vita così costoso? Quanto è durato l'abuso? Perché la donna non è stato controllata meglio? E perché le è stato concesso un appartamento di 3.5 locali lo scorso agosto senza una visita a domicilio? Come poteva la cittadina italiana essere in vacanza così a lungo? Domande doverose che il Blick, da cui apprendiamo la vicenda, ha posto a Felix Wolffers, capo dell'Ufficio della sanità e della socialità del canton Berna. Wolffers prima di commentare la vicenda vuole prima ricevere un rapporto dettagliato ma promette massima chiarezza e trasparenza.

Più in generale Wolffers, che oltretutto presiede la Conferenza svizzera delle istituzioni delle azioni sociali e quindi conosce bene il sistema delle assicurazioni sociali, descrive un sistema sotto pressione, dove in taluni casi i funzionari devono seguire e controllare 100 persone. E oltre ad un aumento costante dei casi Wolffers spiega come la tipologia del beneficiario di prestazioni sociali si è molto diversificato negli scorsi anni come gli over 55 anni che non trovano più lavoro o ancora pensionati la cui pensione non è sufficiente per mantenersi. Diversificazione che porta i funzionari preposti a sempre nuovi compiti e difficoltà.

Sul fronte politico invece, infiamma la polemica, con in particolare esponenti dell'UDC, partito da sempre critico verso un sistema delle assicurazioni sociali a suo dire troppo generoso e che si presta troppo facilmente ad abusi, che torna alla carica per chiedere modifiche sostanziali che permettino di evitare casi simili. Come Erich Hess, Consigliere nazionale del canton Berna, che sostiene come questo caso dimostri che il sistema attuale è troppo permissivo. "Bisogna assolutamente controllare con maggiore attenzione i beneficiari di prestazioni sociali e punire con maggiore severità gli abusi riscontrati. Non è accettabile che una persona in assistenza si ritrovi con più soldi nel portamonete di chi lavora". L'UDC sta attualmente meditando su una proposta concreta per una ristrutturazione del sistema di assistenza sociale. Un gruppo di lavoro guidato dall'editore della pubblicazione "Schweizerzeit" e ex Consigliere nazionale Ulrich Schlüer vuole ridurre i benefici in maniera massiccia, specialmente per giovani e stranieri, come riportato ieri dal "Tages-Anzeiger". Secondo l'UDC l'assistenza sociale dovrebbe in futuro dipendere dalle imposte pagate in precedenza e dai prelievi AVS. Inoltre, il gruppo di lavoro vuole più libertà di azione per i singoli.

Toni più moderati dagli altri partiti, come quello di Bernhard Eicher, presidente del PLR bernese, che pur dicendosi arrabbiato per il caso di Francesca si dice in sostanza convinto che casi simili siano l'eccezione. "Sono proprio questi casi che in definitiva mettono in discussione il buon sistema dell'assistenza sociale e lo danneggiano". Secondo Eichers, i dipendenti dell'ufficio di assistenza sociale devono essere resi più consapevoli e avrebbero bisogno di una formazione in cui imparino a riconoscere meglio i "casi problematici". Inoltre, secondo Eicher, è necessaria più sorveglianza: "Abbiamo bisogno di investire di più in detective sociali".


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