Ticino, 12 giugno 2018

Bignasca: "Cosa fa il Consiglio di Stato sull'infiltrazione islamica di matrice turca?"

Interpellanza del deputato della Lega dei Ticinesi sulla presenza di organizzazioni religiose legate ad Ankara sul territorio ticinese.

Il deputato della Lega dei ticinesi Boris Bignasca ha presentato oggi un'interrogazione al Consiglio di Stato riguardo alla presenza di centri religiosi finanziati e diretti dalla Turchia di Recep Erdogan. Prendendo spunto dai recenti avvenimenti in Austria, dove il governo ha deciso di chiudere sette moschee e espellere decine di imam ritenuti legati all'estremismo islamico, Bignasca sottolinea come anche in Svizzera e in Ticino non mancano chiari segnali di infiltrazione da parte di organizzazioni religiose legate al governo turco. Bignasca cita come esempio la scoperta che alcuni imam hanno organizzato, in diverse parti della Svizzera, eventi in cui bambini travestiti da soldati turchi rievocavano la battaglia di Gallipoli (in cui l'esercito turco sconfisse quello degli alleati durante la prima guerra mondiale). Eventi, come riferisce Bignasca, che sono diretti dall'agenzia governativa turca degli affari religiosi Diyanet e i quali dimostrano che anche in Svizzera è presente un islam politico "sostenuto e finanziato dal'estero", il quale, secondo Bignasca, "impedisce la pacifica integrazione e mette a rischio la nostra sicurezza" e loda la decisione del governo austriaco di affrontare il problema. Infine scopriamo che anche in Ticino vi sarebbero centri religiosi legati ad Ankara: uno sarebbe la moschea di Giubiasco e l'altro il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano. Entrambe le strutture infatti appaiono sul sito ufficiale della Diyanet (diyanet.ch/dernekler) tra le 46 strutture presenti in Svizzera.

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