Espropriazione del patrimonio culturale degli Aramei cristiani: “Berna non stia in silenzio”!

Espropriazione del patrimonio culturale degli Aramei cristiani: “Berna non stia in silenzio”!

Gli Aramei cristiani in Turchia, così come altre minoranze, non sono tuttora riconosciuti e non godono appieno dei diritti umani, tra cui la libertà di culto e il diritto di proprietà. L’acquisizione, la conservazione o la costruzione di proprietà immobiliari da parte delle chiese è ostacolata da enormi difficoltà burocratiche. La situazione della minoranza aramea in Turchia è pertanto legalmente critica, in particolare a Tur Abdin (in aramaico “Monte dei servi di Dio”), nel sud-est della Turchia, dove ha sede un millenario monastero cristiano.

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A lanciare l’ appello è Melki Toprak, presidente della Federazione degli aramei in Svizzera, che denuncia la confisca in massa del patrimonio culturale millenario degli Aramei da parte dello stato turco, così come l’esproprio dei luoghi di culto, cimiteri, terreni agricoli, campi e vigneti. “Ci appelliamo nuovamente al Governo federale, richiedendo espressamente di non rimanere in silenzio di fronte a questo illegale esproprio: una privazione in massa del patrimonio culturale appartenente al popolo indigeno, che ha abitato quelle terre da più di venti secoli“.

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Il direttore della fondazione del più antico monastero degli aramei (Mor Gabriel, tuttora attivo e fondato nel 397 d.C.) ha dichiarato espressamente: “Qualora il nostro appello venisse ignorato, questo comporterebbe inevitabilmente l’estinzione definitiva del cristianesimo, della nostra etnia e cultura aramea in Turchia.”

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Gli Aramei confidano che la Svizzera possa distinguersi attivamente, affinché i diritti delle comunità cristiane non siano ingiustamente calpestate.

Aron D’Errico