Delitto di Daro: prosciolta la madre
“In dubio pro reo”. Ossia, se non vi sono prove tangibili non è possibile esprimere un verdetto di colpevolezza. Ecco in ragione di quale principio Mitra Djordjevic, sospettata di avere istigato il figlio minorenne, è stata immediamente scarcerata. Stesso principio per Mario Paiva, l’uomo che avrebbe venduto al giovane D.D., reo confesso, l’arma del delitto.
Il terzo imputato, il kosovaro che avrebbe aiutato ad occultare il cadavere di Arno Garatti, è stato condannato a 12 mesi sospesi per favoreggiameto.
Una sentenza a sorpresa quindi. Dalle impressioni scaturite durante il dibattito pareva che Mitra Djordjevic avesse ben poche possibilità di non essere condannata.E invece la giuria, presieduta dal giudice Claudio Zali, è stata di opinione differente.
IJ






























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