Ada Marra: “La Svizzera non esiste”. Lei purtroppo sì!

Ada Marra: “La Svizzera non esiste”. Lei purtroppo sì!

Succede ogni anno: il periodo della nostra festa nazionale è anche quello in cui il Partito socialista dà il meglio di sé. Ancora, infatti, le parole dell’epico discorso di Bertoli riecheggiano nell’aria, oggi accompagnate dalla totale assenza delle famose “misure accompagnatorie” alla libera circolazione di cui l’eroe parlava: elemento che porta sempre più quelle affermazioni nella categoria dei crimini contro lo Stato.

Ma se c’è una cosa che il PS non fa mai è imparare dai propri errori: ecco perché oggi possiamo leggere il gustoso augurio per il primo d’agosto di una delle più grandi virtuose socialiste delle minchiate, miss Ada Marra! Lo fa attraverso Facebook, con un temino meno sviluppato, coerente e argomentato di quello che potrebbe scrivere un bimbo in terza elementare dopo essere stato picchiato a sangue: e infatti esordisce dicendo che “la Svizzera non esiste”.

Dunque la Svizzera non esiste, e detto da una che squatta un posto nel Consiglio nazionale svizzero è già un bestemmione non da poco! Ma non è finita perché per la diversamente pensante non esistono nemmeno Guglielmo Tell e il Patto del Grütli. Infatti, secondo lei, sono un semplice “punto di riferimento” che come per le religioni non ha alcun valore. Perciò per la diversamente molecolare sarebbero semplici miti nazionali: “Funziona come con le storie delle religioni: non appena si ha il dovere di considerarle con senso critico, è l’inizio della fine”.

Dunque per la diversamente svizzera, la Svizzera non esiste e Guglielmo Tell e il Patto del Grütli sono semplici miti per pecorelle smarrite, le quali come per la religione sarebbero un esercito di ignoranti fedeli che basano la propria fede su qualcosa di inesistente.

E se per la religione si può disquisire sull’esistenza di Dio, mi pare assai più difficile applicare la stessa tesi alla Svizzera: la Svizzera esiste perché posso prendere il globo, staccare la Svizzera e, cara Marra, tirartela in testa! Cosa che invece non posso fare con Dio.

Ma poi la Svizzera esiste per una necessità: in un mondo fatto da culture diverse è impossibile ad esempio far convivere popoli che considerano normale sposare una bimba di 10 anni con un cinquantenne insieme ad altri popoli che queste aberrazioni le hanno superate. E infatti l’invito alla diversamente acculturata è quello di andare a fare un discorso del genere in Turchia o in Arabia Saudita e contare quanti secondi passano da quando lo dice a quando la sciolgono nell’acido!

Per cui è evidente che il discorso infantile sull’uguaglianza dei popoli, oggi, è un ideale anche peggiore delle religioni: i popoli non sono tutti uguali perché si sono evoluti diversamente, e prima di poter abbattere tutti i confini e considerarci tutti uguali è necessario che alcune culture raggiungano un minimo sindacale evolutivo per poter convivere con gli altri senza metterli in imbarazzo!

Così appare alquanto offensivo e stupido dire che “non c’è un buon svizzero e un cattivo. Per me non ci può essere nessuna definizione di svizzeri”: perché invece la definizione di svizzero è proprio quella che ci rende la nostra cultura, la quale ci definisce appunto per quello che siamo: cioè certamente gente il cui compito rimane quello di crescere e di evolvere, ma che altrettanto certamente non può e non deve rinunciare a quelle conquiste culturali e sociali che altrove non esistono ancora!

Quindi, come dice la diversamente bipede, anch’io mi dico: “Dio, quanto è bello vivere in un paese in cui abbiamo il diritto di pensare in modo non uniforme. Questa è la Svizzera che amo. So che è in pericolo più che mai. Mi batterò perché essa continui a vivere”. Ma me lo dico innanzi tutto senza il “Dio” davanti perché come dice la diversamente organica non esiste, e soprattutto me lo dico con presupposti molto diversi: certo che è bello vivere in un paese in cui abbiamo il diritto di pensare in modo non uniforme, ma non è bello viverci se chi lo fa pensa e dice solo cazzate!

Mattia Corti