Spioni fiscali? Macché! Tutti appassionati di architettura!
Evidentemente, le persone pescate a filmare e/o fotografare di nascosto gli ingressi delle banche erano degli appassionati di architettura, o magari di serramenti. Del resto, è cosa universalmente nota che le porte d’entrata degli istituti di credito costituiscono il principale patrimonio paesaggistico della città di Lugano, anzi della Svizzera, e figurano su milioni di cartoline oltre che sulle foto ricordo dei turisti di mezzo mondo.
Ancora una volta il governo cantonale, minimizzando dei fatti gravi, dà prova di colpevole leggerezza e di mancanza di volontà nel difendere la piazza finanziaria ticinese, che va difesa non così per sport, ma perché genera almeno 15mila posti di lavoro e ingenti introiti fiscali per l’ente pubblico.
E se qualcuno in Consiglio di Stato culla la scriteriata illusione che le perdite della piazza finanziaria provocate dallo scudo italiano potranno essere compensate con presunti poli d’eccellenza nella ricerca scientifica, sappia che il risveglio sarà oltremodo duro.
Del resto, se il governo cantonale si è accorto che il già clamorosamente tardivo incontro con Merz del 19 novembre scorso non è servito assolutamente a nulla, e che il Consiglio federale a favore del Ticino non ha mosso un dito, solo oltre un mese e mezzo dopo, e solo perché a Ponte Tresa è comparso il Fiscovelox, il minimo che si può dire è che siamo messi male. Ma è chiaro: la priorità del Consiglio di Stato è lanciare ultimatum a Lugano per la tassa sui rifiuti…
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