BancaStato va bene, ma… Ci vuole un po’ più di fantasia
Ebbene, il problema di BancaStato è oggi quello dei rischi direttamente collegabili alla sua attività principale (quasi unica) di fornitrice di capitali in ambito immobiliare. Il rischio principale è quello legato ai tassi d’interesse. Una volta, nelle banche attive in questo mestiere, succedeva che a copertura del prestito ipotecario di una certa durata vi erano (normalmente) obbligazioni di cassa della stessa durata. Scade uno, scade anche l’altro, si incassa la differenza dei tassi d’interesse, e la questione è tranquilla. Oggi non è più cosi, vuoi perché le obbligazioni di cassa non le vuole più nessuno, vuoi perché la gente preferisce i tassi ipotecari fissi che sono oggi per via dei tassi bassi una buona cosa per i clienti, ma obbligano la banca a prendersi dei rischi. Ma non è finita perché a tutto questo (sempre dell’immobiliare) vi è anche (diciamo noi) il rischio di bolla immobiliare.
Perché il Presidente è incazzato?
Probabilmente perché non riesce a far passare il messaggio che BancaStato dovrebbe andare in altre direzioni oltre a quella dei cosiddetti “affari attivi” legati ai prestiti ipotecari, ambiti in cui per crescer deve prendere sempre più rischi.
Fulvio Pelli pensa che sia giunto il momento (lo pensa da circa tre anni, noi da almeno 30) che BancaStato faccia il saltone nel private banking. Siccome esclude l’opportunità di aumentare l’attuale struttura di gestione di capitali della Banca dello Stato (per via della differenze salariali…!) non rimane che acquistare una banca che possa da subito lavorare come Dio comanda. L’idea è giusta, o era giusta fino a qualche anno fa. Oggi però le certezze sono diminuite.
BancaStato invitata a lavorare di fantasia
Al fine di diversificare l’attività bancaria, non c’è solo la strada dell’acquisto di una banca con mura, uomini e asset di private banking. Rimanendo nell’ambito del private banking BancaStato potrebbe, per esempio, sfruttando la sua “secolare verginità in questo business”, giocare pubblicamente la carta del “bianco che più bianco non si può” e pure del “più sicuro che più sicuro non si può”. Il momento oggi è interessante viste le cazzate fatte da altre banche in fatto di strumenti messi nei portafogli dei clienti, visto che ci sono banche che ultimamente si sono ingrandite acquistando di qua e di là e ora si mormora che potrebbero essere cedute dalla sua casa madre estera. Ma non è finita perché sulla piazza di Lugano vi sono attività del parabancario orientate verso l’estero in ambito finanziario e commerciale, vi sono idee nuove che potrebbero essere valutate con attenzione. Insomma, occorre lavorare di fantasia!
MDD
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