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Il tema è allo studio nella Svizzera orientale. Cassa malati pubblica pluricantonale?

17/01/2010
Da oltre un decennio, quando si parla di cassa malati, gli animi si infiammano. E anche quest’anno il finanziamento dell’assicurazione malattia sarà uno dei principali temi all’ordine del giorno del dibattito politico. Tanto più che è apparsa ormai evidente a tutti la fregatura di cui è da anni vittima il nostro Cantone: i ticinesi pagano premi di cassa malati eccessivi, che hanno permesso agli assicuratori malattia di crearsi delle super-rieserve: le quali però vengono impiegate per tappare i buchi fatti in altri Cantoni, dove i premi erano tenuti artificialmente bassi. Di conseguenza, noi ci vediamo alzare i premi malgrado le riserve “dopate” e malgrado la spesa sanitaria ticinese non sia aumentata negli ultimi anni. Ma non solo in Ticino stanno suonando campanelli d’allarme. In Svizzera orientale c’è chi pensa di creare una cassa malati pubblica regionale, che comprenda alcuni Cantoni. Il Canton Glarona sta preparando le basi per studiare la fattibilità del progetto. Potrebbe essere, quella della cassa malati pluricantonale, una soluzione valida anche alle nostre latitudini? Lo abbiamo chiesto ad alcuni interlocutori. Ecco cosa ci hanno risposto.

Patrizia Pesenti
Direttrice DSS
Francamente penso che la strada da seguire sia quella di una cassa pubblica svizzera, a livello nazionale, non solo per alcuni cantoni. Ed è proprio al progetto di una cassa pubblica federale che stiamo lavorando con i colleghi della conferenza dei direttori della sanità. Certo il fatto che il cantone Glarona si sia messo a studiare l’ipotesi di una cassa pubblica è di per sé una buona cosa. Perché sono proprio stati soprattutto i cantoni tedeschi a bocciare la proposta di cassa pubblica l’ultima volta che si è votato. Pensavano forse che il problema dell’aumento dei premi fosse solo dei cantoni latini? Solo quest’anno si è capito che alcuni cantoni romandi e il Ticino da anni stanno finanziando le riserve di altri cantoni: per esempio proprio Glarona. Infatti le loro riserve sono negative, mentre noi abbiamo pagato premi alti e accumulato riserve altrettanto alte (il doppio ca. del limite stabilito) che “servono” anche a chi non ne ha. Anche quest’anno, l’aumento di premio da noi va a finanziare altri cantoni che avrebbero altrimenti avuto aumenti ancora più consistenti. Ciò nonostante i premi a Glarona sono aumentati del 10% ca. L’iniziativa di una cassa pubblica per pochi cantoni non è la soluzione migliore, ma è certamente un passo nella giusta direzione: una cassa pubblica a livello federale. Con premi in qualche modo ancorati alle singole capacità finanziarie. Un meccanismo che comunque si fa strada in maniera indiretta: ad esempio col finanziamento pubblico delle cliniche private (a partire dal 2012): una grossa fetta di costi sanitari passerà dalla copertura assicurativa (premio uguale per tutti) a quella pubblica attraverso la fiscalità, progressiva.

Giorgio Salvadè
Commissione sanitaria GC
Deduco due cose. La prima è che l’idea di una cassa malati pubblica a “larga base” (più cantoni o Nazione) non è poi così amena ed irrealizzabile. Quindi se non si muove nulla a livello Nazionale è perché ci sono troppi interessi in gioco in favore di uno “status quo”. Le Casse malati ne muovono di potere! Sui particolari (struttura, modo di finanziamento) non posso esprimermi poiché non conosco i dettagli.
La seconda cosa che deduco è che l’azione di Glarona dimostra che proprio a livello cantonale è possibile fare qualcosa e ciò purtroppo rivela lo scarso interesse che il nostro Consiglio di Stato ha in questa faccenda. Tutte le parole che Pesenti, incalzata dal legislativo, ha espresso in favore di una Cassa Malati pubblica, si son dimostrate proprio solo parole che, se vi fosse stata un minimo di volontà si sarebbero potute sostituire con fatti.
In tutti i casi “affaire à suivre”.

Michele Foletti
Deputato GC
E' da qualche tempo che i direttori cantonali della sanità discutono di modelli alternativi per la cassa malati. Ultimamente i direttori dei dipartimenti della sanità della Svizzera orientale (ZH, SG, GR, GL, TG, SH, AR, AI, ZG) hanno deciso di studiare la possibilità di creare assicuratori unici regionali e intercantonali. Anche il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità è dell'opinione che la cassa malati unica vada perlomeno testata. Personalmente ritengo che occorra cambiare il sistema dell'assicurazione malattia di base data la mancanza di trasparenza da parte delle casse malati private. E' però assodato che per realizzare una cassa malati pubblica occorre avere un sufficiente numero di assicurati per ripartire i rischi. Quindi le soluzioni sono due: o una sola cassa malati pubblica a livello federale che copra le prestazioni di base, oppure due o tre casse intercantonali. A quelle private rimarrebbe la possibilità di offrire assicurazioni complementari.
Non sarà facile cambiare la LaMal a livello federale, ma se la spinta viene dai governi cantonali sicuramente ci sono maggiori possibilità.

Gianni Guidicelli
Deputato GC
In considerazione dell'ulteriore aumento dei premi di casa malati per il 2010, e di come sono stati giustificati, ritengo più che mai opportuno adoperarsi affinché si possa avere una casa malati unica a livello Svizzero, che garantisca le prestazioni di basi (LAMAL) sul modello della SUVA. Gli attuali assicuratori potranno sempre operare nel campo delle prestazioni sovra obbligatorie. È assurdo, come accade attualmente, che gli assicurati siano invitati e incentivati a cambiare assicuratore ogni anno per poter risparmiare qualcosa; è indicativo del malfunzionamento del sistema. Una cassa malati pubblica pluricantonale potrebbe essere un primo passo, ma credo che sia meglio puntare subito all'obiettivo di una casa unica a livello federale.

Tullio Righinetti
Deputato GC
Il galoppare dei premi delle Casse Malati spinge i politici, ma pure le amministrazioni cantonali e federali, alla ricerca di nuove soluzioni, nella speranza di arginare il problema e di pagare meno. Così oltre alla già prospettata cassa malati cantonale si è pensato a quella federale, e a Glarona si vorrebbe una struttura sovra cantonale per una intera regione della Svizzera. Non sono convinto della bontà della scelta. Personalmente sono sempre stato scettico sulla concorrenzialità delle strutture pubbliche a fronte di quelle private. Sovente risultano vincenti per l’utente, ma solo perché beneficiano della generosità statale. Se è questo che si vuole, allora basterebbe aumentare i sussidi. Certo che le nostre Casse Malati godono di un regime di monopolio (anche se si parla di concorrenza) e soprattutto sono poco, per non dire per nulla, trasparenti. In questo senso per una prestazione di base minima (ma minima sul serio!) si potrebbe anche sperimentare una struttura pubblica. Ma il problema, riconosciamolo è altrove!

Deborah Moccetti Bernasconi
CC Lugano
Il recente aumento dei premi delle casse malati, in contrapposizione alla stabilità dei costi della Sanità, pone sicuramente degli interrogativi.
L’idea di una cassa malati pubblica regionale è in fase di studio nella Svizzera orientale e nasce come risposta alla
sfiducia degli assicurati nei confronti di una gestione non trasparente da parte delle casse.
Non dimentichiamo che in Ticino prima degli anni Ottanta questa esperienza era già stata fatta con la cassa malati
intercomunale, ma poi soppiantata per un grave indebitamento dello Stato, con l’accordo di tutti i partiti.
Mi sembra inopportuno tornare a uno scenario dimostratosi ineconomico. Il sistema attuale non è ideale, ma prima di sostenere un progetto come quello che sta studiando Glarona, bisogna interrogarsi se oltre a contenere i costi non si vada a minare la qualità delle cure.
Errare è umano ma perseverare nell’errore sarebbe davvero diabolico.

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