Bollettini sullo stato dell'aria: informazione o autolesionismo immotivato?
Da mesi sulle frequenze della RSI viene quotidianamente divulgato, alle ore 13, il bollettino sullo stato dell’aria.
Fermo restando il diritto all’informazione, pare tuttavia che esso stia scivolando nel martellamento masochistico.
Come noto il nostro è un Cantone a vocazione turistica: di recente il Gran Consiglio ha votato un credito quadro di 32 milioni di Fr per il rilancio turistico. Ma l’efficacia di questi sforzi non potrà che risultare compromessa se vengono diramati giornalmente bollettini sullo stato dell’aria dai toni inutilmente allarmistici, che non permettono all’ascoltatore di farsi una corretta immagine della realtà, e che di certo non fungono da attrattore turistico, ma ottengono l’effetto esattamente opposto.
Si ricorderà che negli anni scorsi un ex direttore di Ticino turismo aveva proposto di “ingentilire” le previsioni meteo per invogliare i turisti a raggiungere il nostro Cantone. Non è sicuramente questa la via che si suggerisce di seguire; ma questo aneddoto ben rende l’idea della delicatezza del problema.
Ovviamente anche nel nostro Cantone esiste un certo inquinamento, in massima parte in arrivo dalla vicina Lombardia, ma non certo superiore a quello con cui sono confrontati altri Cantoni turistici. Cantoni come il Vallese o i Grigioni, dove le punte di ozono, rispettivamente di polveri fini, sono non di rado superiori a quelle ticinesi. Ma Grigioni e Vallese non si sognano di divulgare radiofonicamente, a cadenza quotidiana, bollettini atti a veicolare un’immagine distorta, e che creano, in questo modo, preoccupazioni infondate, oltre a un danno d’immagine. Danno d’immagine che rischia di compromettere costose campagne promozionali condotte con denaro pubblico.
Una modalità di comunicazione meno allarmistica sullo stato dell’aria nel nostro Cantone, per quanto non consona alla moda politica attuale - perché oggi va per la maggiore il catastrofismo ambientale, specie sulla radiotelevisione di cosiddetto servizio pubblico -, sarebbe sicuramente più aderente alla realtà. Ed avrebbe anche il positivo effetto collaterale di giovare al turismo ticinese e all’economia.
Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:
- i bollettini radiofonici quotidiani sullo stato dell’aria, presentati con abbondanza di pathos drammatico, sono ritenuti una formula comunicativa ideale?
- Non ritiene il CdS che essi possano suscitare l’impressione, ben lontana dalla realtà, che in Ticino esitano gravi problemi d’inquinamento?
- Tale impressione inveritiera non andrebbe corretta, invece che incoraggiata?
- Come si concilia una campagna di questo tipo, dai chiari effetti deterrenti, con gli importanti sforzi ed investimenti pubblici profusi nella promozione turistica?
- Una modalità di comunicazione più positiva non sarebbe – piaccia o non piaccia – più realistica?
Con la massima stima
Lorenzo Quadri
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Redazione
Commenti
rsi obbedisce a chi ??? !!!
chiedere alla direzione della RSI chi é che
promuove-ordina queste informazioni o se qualche partito influente ad alti livelli rsi che non ha niente fa fare o da pensare solo idee per creare casino