L’immigrazione incontrollata mina lo stato sociale

03/03/2010
Oggi, mercoledi 3 marzo 2010, il Consiglio Nazionale affronterà una sessione straordinaria con tema unico la Migrazione. Molti gli atti parlamentari posti al giudizio della Camera Bassa.

La Svizzera registra, dopo l'Australia e il Lussemburgo, la maggior percentuale di popolazione straniera residente; va poi considerato che negli ultimi 20 anni, in Svizzera sono stati naturalizzati quasi 500mila stranieri. Una situazione che nel tempo è divenuta sempre meno sostenibile; in particolare nei periodi di crisi, come quelli che stiamo vivendo a livello internazionale. Il numero di posti di lavoro sono cresciuti globalmente in Svizzera negli scorsi anni, ma il numero di senza lavoro è cresciuto continuamente raggiungendo i 212mila a fine 2009 (in assoluto il dato più alto degli ultimi 10 anni).
I dati che hanno portato a questa situazione sono molteplici. La Svizzera ha registrato un aumento del numero di frontalieri e - nell'ambito della disoccupazione - a giugno 2009 il tasso di stranieri disoccupati (7.2%) era più del doppio rispetto a quello dei cittadini svizzeri (3.2%). Anche nei beneficiari dell'assicurazione invalidità si riscontra un tasso sproporzionato di stranieri; a fronte di una popolazione straniera residente del 21%, i beneficiari AI stranieri sono il 34.5%, ossia con un'incidenza del 50% superiore rispetto alla popolazione reale.
Questi due elementi dimostrano come una politica dell'immigrazione troppo aperta abbia creato le basi per una demolizione della nostra struttura delle assicurazioni sociali. Anche sul fronte delle richieste d'asilo, durante gli anni 2004-2007 abbiamo riscontrato una diminuzione (direzione Blocher), mentre a partire dal 2008 le richieste sono ritornate oltre le 16mila, ossia più 60% rispetto al 2005.
Il Consiglio Nazionale si esprimerà oggi su questo tema. Da parte dei partiti di destra si punterà a meglio regolamentare l'accesso al mercato svizzero del lavoro (ma anche delle assicurazioni sociali!), in modo da preservare il sistema di ammortizzatori sociali costruiti con difficoltà e sacrificio nel passato, evitando che gli ultimi arrivati possano sedersi al tavolo e pasteggiare senza pagare il conto. Infatti, spesso succede che – grazie a ricongiungimenti familiari e contratti di lavoro dubbiosi – gli immigrati finiscano dopo un brevissimo periodo al beneficio delle assicurazioni sociali. In tal senso, sono state proposte contromisure che richiedono un aumento del periodo minimo di contribuzione alle assicurazioni sociali, prima di poterne beneficiare.
Le casse sociali hanno infatti dei debiti enormi: l’assicurazione invalidità ha un debito di 12.7 Miliardi di franchi e l’assicurazione disoccupazione 4.1 Miliardi; a ciò dovrebbe essere accennato che la popolazione straniera attinge poi anche ad altri ammortizzatori, i sussidi cassa malattia ad esempio, in maniera marcata (44% di tutti i beneficiari), causando anche l’aumento medio dei premi.
Un discorso semplice, semplicistico diranno alcuni, ma i dati di fatto sono sotto gli occhi di tutti: le assicurazioni sociali elvetiche sono poste in serio pericolo dall'incontrollata immigrazione. Limitare e meglio regolamentare l'immigrazione in Svizzera, regolamentando il numero di permessi di soggiorno B e L in maniera più protezionistica, significa salvaguardare il nostro stato sociale a favore delle future e attuali generazioni.

Commenti

rileggere il patto

Se i nostri fondatori leggessero la cronaca recente si volterebbero nelle tombe! Incredibile ma nessuno si rende conto che tutti i fatti criminali son commessi da stranieri?Nessuno ha il coraggio di vedere i cognomi delle persone in assistenze e di coloro che beneficiano della disoccupazione? La grande maggioranza è stranira ma nessuno osa dirlo,...paura d' esser tacciato di razzismo? ritengo che sarebbe solo dire la verità e non nascondersi dietro storielle che oggi nemmeno i bambini riescono a crederci!
Norman bravu e fat varè!

Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani, non fosse statao cosi non mi avrebbero seguito per vent'anni.
29/07/2010
Il terrorismo islamico è solo uno specchietto per le allodole...
28/07/2010

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