Swisscom come il ragionier Fantozzi!
Avranno anche loro la poltrona in pelle umana e l'acquario dei dipendenti?
La compagnia svizzera sapeva delle accuse di evasione fiscale a carico dell'italiana Fastweb quando nel 2007 ne divenne la principale azionista.
Più di 56 collaboratori dell'azienda sono ora nel mirino della giustizia, e pare che anche un Chief Financial Officer di Swisscom sia attualmente sotto inchiesta.
All'albo d'oro delle figure da pistola, accanto a 1.Germania 2.Ungheria 3.India 4.Malesia, si aggiunge oggi la numero 5.: l'Italia!
In Germania, ad esempio, la pazzerella compagnia svizzera aveva acquistato Debitel per 4,3 miliardi di dollaroni (quelli veri, non quelli del monopoly). Compagnia che sotto l'ala protettrice di Swisscom in soli cinque anni iniziò a registrare perdite annuali di 3,3 miliardi di euro, cioè più di quanto era stata pagata!
Uella... questi record sembrano aver attirato l'attenzione anche di famosissimi chimici ed ingegneri agrari. Visto che tutto ciò che tocca Swisscom è destinato ad appassire, pare ci sia l'interesse per isolarne delle molecole e creare un nuovo diserbante ad alto potenziale!
Sarà il periodo delle olimpiadi invernali, ma in quanto a record per figuracce nessuno ferma Swisscom. Con Fastweb, gli effetti sembrano essersi sentiti quasi subito, basti pensare che la compagnia, unitamente a Telecom Italia Sparkle, sembra aver fatto registrare una frode fiscale denominata "la più colossale della storia" dal giudice Aldo Morgins.
Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, e reso da Swisscom nel 2007 uno degli uomini più ricchi d'Italia grazie all'affarone, è stato arrestato giovedì.
Anche il senatore Nicola di Girolamo, del partito di Berlusconi e sospettato di essere stato eletto grazie all'ndrangheta calabrese, è sotto inchiesta per questo caso.
Le indagini vertono sul periodo 2003-2007, in cui Festweb avrebbe creato tramite l'ndrangheta società fittizie in Italia ed all'estero, destinate a riciclare, cioè pulire, denaro sporco. Questo muovendo (triangolando) il denaro da una compagnia all'altra, tramite operazioni di acquisto e vendita intestate come servizi telefonici: facendo quindi perdere le tracce d'origine.
Il valore stimato di queste operazioni si aggira attorno ai due miliardi di euro, con l'obiettivo primario di sottrarre 360 milioni di euro di IVA e garantirsi un ristorno statale pari a circa 96 milioni di euro per crediti IVA fittizi.
MG (guerra)
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Redazione