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Ci sono tutte le premesse per l’ennesimo disastro. No al carbone germanico!!

21/02/2010
Sul carbone germanico, la Lega torna alle origini, ossia al NO!! Se ad un certo punto ci era sembrato che una parte dell’investimento nella centrale carbonara potesse essere fatto, adesso siamo invece più che mai convinti che il progetto sia da bocciare integralmente, senza se né ma! Con il suo comportamento arrogante e non trasparente, AET ha dimostrato di non meritare alcuna fiducia! Ci sono tutte le premesse perché anche la partecipazione di AET alla centrale carbonara, come tutte le precedenti avventure all’estero dell’azienda elettrica più pazza del mondo, si concluda con un disastro! Di seguito la presa di posizione del Gruppo parlamentare della Lega dei Ticinesi, dopo la riunione di giovedì.

La Lega dei Ticinesi, in merito alla partecipazione di AET nella centrale a carbone di Lünen, conferma l’orientamento iniziale di rifiuto.

In Gran Consiglio dunque il gruppo parlamentare leghista voterà NO a detta partecipazione.

Vari motivi stanno alla base di tale scelta, largamente discussa all’interno del Gruppo parlamentare. Tra questi indichiamo:

- La totale mancanza di trasparenza di AET. L’azienda elettrica ticinese non ha mai voluto indicare in modo chiaro a quanto ammontano le perdite ed i capitali (di proprietà del contribuente ticinese) messi a rischio nelle scriteriate operazioni all’estero dell’era Rossi e Brunett. Si stima che siano stati buttati a mare almeno 150 milioni di Fr, che adesso si tenta di recuperare tramite aumenti tariffari, oltretutto imposti in tempo di crisi.
- AET si rifiuta pervicacemente di rendere noti i prezzi da lei praticati alle varie aziende di distribuzione. Sappiamo che al proposito vengono messe in atto delle discriminazioni non di poco conto. La Lega chiede che i prezzi praticati da AET alle varie aziende di distribuzione vengano immediatamente resi pubblici.
- Con la nomina, ai vertici di AET, del duo Pronini – Nauer, già manutengoli sia di Paolo Rossi che di Reto Brunett, e con un “nuovo” CdA composto interamente da riciclati del “vecchio”, con l’unica eccezione del membro leghista, è evidente che l’Azienda elettrica ticinese non ha imparato nulla dalle disavventure passate, e non ha alcuna intenzione di procedere all’indispensabile cambiamento di rotta. Ci sono dunque tutte le premesse perché l’avventura del carbone tedesco si concluda nell’ennesimo disastro, che verrà poi pagato dal contribuente tramite aumenti tariffali per tappare i buchi (vedi quanto già accaduto nel 2010).
- L’energia prodotta dal carbone è troppo costosa. Inoltre costituisce una scelta politicamente inopportuna e sgradita alla popolazione.
- La Lega dei Ticinesi ritiene che AET debba concentrarsi sulle sue competenze principali, che hanno garantito sinora l’approvvigionamento elettrico del Ticino: produzione idroelettrica locale e svizzera e commercio di energia elettrica.

Giuliano Bignasca

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