www.funnyticino.ch

Sentenza del tribunale amministrativo federale. Asilanti, nuova scoppola?

21/02/2010
E per fortuna che, ai tempi della votazione popolare, la storiella dell’ “allontanamento rapido” veniva venduta come un importante “atout” degli Accordi di Schengen-Dublino…

Notizia formato francobollo: la polizia zurighese ha arrestato 33 membri di una banda di ladri colombiani che tra la fine del 2007 e l’inizio del 2009 hanno commesso oltre140 furti in Svizzera. Il bottino sottratto dalla banda supera i 2 milioni di Fr. La maggior parte dei colombiani è entrata in Svizzera con passaporti messicani falsi passando da Spagna, Italia e Olanda. In Svizzera viveva presso compatrioti.
La notizia in questione, che è stata volutamente divulgata in formato francobollo, dimostra ulteriormente, se ce ne fosse ancora bisogno, la validità degli accordi di Schengen/Dublino, visto che queste persone, con tanto di passaporti falsi, circolavano tranquillamente nello spazio Schengen e in Svizzera si facevano ospitare da compatrioti.
Particolarmente interessante poi, una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) su cui ha di recente riferito il Corriere del Ticino. Secondo questa sentenza infatti gli allontanamenti rapidi degli asilanti che hanno già presentato una domanda d’asilo in un paese firmatario dell’accordo di Dublino verso il paese in questione, non sarebbero attuabili.
Già di per sé questa possibilità di allontanamento rapido, che veniva spacciata come panacea, poneva dei problemi e degli interrogativi dal momento che – tanto per fare un esempio - a Lampedusa non si sognano di registrare tutti i richiedenti l’asilo sbarcati, con il rischio di vederseli poi riappioppare.
Adesso arriva la seconda puntata, ad opera del Tribunale amministrativo federale. Il quale, quando decide di mettere i bastoni tra le ruote, non teme rivali. Il TAF dice infatti che l’asilante che ha presentato richiesta in un altro Stato firmatario dell’accordo di Dublino, non vi verrà rapidamente rispedito, ma potrà restare in Svizzera finché non sarà stato accertato che detto Stato non commetterà nei suoi confronti una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La concezione è quanto meno cervellotica (non si vede perché si dovrebbe dubitare del rispetto della CEDU da parte di un paese che ha firmato gli accordi di Schengen-Dublino) ma la conseguenza è che ci sarà gente che non potrà venire allontanata dalla Svizzera, pur non avendo diritto ad ottenervi asilo politico, nell’attesa che vengano espletate tutte le procedure che il TAF si vorrà inventare.
La situazione non è affatto chiara, ad essere chiaro è che però, ancora una volta, in votazione popolare sono state raccontate frottole ad ufo per far digerire ai votanti l’ennesimo trattato internazionale – fregatura. Infatti, la storiella del rapido allontanamento, che il Tribunale amministrativo federale ha ora mandato a carte e quarantotto, era proprio uno – se non l’unico – cavallo di battaglia degli accordi di Schengen/Dublino. Adesso sembra andarsene miseramente a ramengo.
Sarà poi interessante sapere dove verranno messi gli asilanti nell’attesa. Chiasso aveva da poco avuto motivo di rallegrarsi per la diminuzione dei posti nel centro di registrazione per asilanti, centro che causa i ben noti problemi di ordine pubblico. Non vorremmo che la soddisfazione fosse di breve durata e che adesso arrivasse un altro grattacapo.
In ogni caso, e in attesa di risposte sulla portata e conseguenze della decisione del TAF, una cosa appare abbastanza palese, ossia che il cittadino, ancora una volta, è stato preso in giro da chi dovrebbe rappresentarlo al più alto livello istituzionale, ovvero il solito Consiglio federale.

Lorenzo Quadri

La fotogallery del Mattinonline

  • Nina Senicar
    Nina Senicar
  • Carfagna
    Mara Carfagna
  • Elisabetta
    Elisabetta Canalis
  • Belen
    Belen
  • Melissa Satta
    Melissa Satta
  • La prima "prima pagina"
    20 anni di Mattino della Domenica
  • Paris Hilton
    Paris Hilton

Ultimi commenti

Accesso utente