Mettere nel sacco le tasse sul sacco

02/03/2010
A fine novembre (in concomitanza con il voto sui minareti) a Bioggio la tassa sul sacco venne “asfaltata” dai cittadini con il 72% di no. Domenica, un altro Comune dovrà esprimersi sullo stesso tema a seguito di una raccolta di firme dall’esito più che lusinghiero: si tratta del Comune di Capriasca.

La situazione di partenza delle due realtà è tuttavia diversa: a Bioggio le economie domestiche non pagavano alcuna tassa di raccolta e smaltimento rifiuti, tassa che invece esiste a Capriasca: la si vorrebbe ora sostituire con una doppia imposizione sul pattume (tassa di base + tassa sul sacco). Doppia imposizione per la quale è stata coniata la calzante definizione di “fetido balzello”.
La votazione a Capriasca non ha solo valenza locale, ma assume un significato cantonale: dopo quella di Bioggio, un’ulteriore scoppola farebbe traballare le tasse sul sacco su tutto il territorio ticinese. Ben lo sanno i promotori capriaschesi della gabella, che infatti hanno messo in atto una vasta campagna propagandistica con copiosi invii cartacei; aumentando così, in barba all’ecologia, il volume di rifiuti prodotti.
I motivi per votare NO alle doppie imposizioni sul pattume sono numerosi. Vale la pena segnalarne alcuni:
- A seguito della messa in esercizio dell’inceneritore di Giubiasco, la tariffa di smaltimento rifiuti è scesa da 280 a 175 Fr/tonnellata. Quindi il carico fiscale sul rüt dovrebbe venire ridotto (ipotesi che però, a quanto mi consta, solo Locarno intenderebbe tradurre in realtà). Invece, qui c’è chi addirittura insiste nell’imporre al cittadino ulteriori tasse sulla “monnezza”. Ossia, l’esatto contrario di quel che dovrebbe accadere.
- In tempo di crisi economica, le tasse semmai si diminuiscono, ma di sicuro non si inventano nuovi balzelli.
- Che la tassa sul sacco faccia diminuire i rifiuti prodotti, è ancora tutto da dimostrare. Semmai, essa fa diminuire i rifiuti consegnati: quelli non consegnati vengono poi smaltiti con modalità “creative” ed assolutamente inecologiche, quali: discariche abusive, littering, scarichi di WC e lavandini, caminetti e fuochi all’aperto, turismo del sacco, e chi più ne ha più ne metta.
- Da che mondo è mondo, non si è mai visto un Esecutivo che abbia introdotto una nuova tassa per incassare meno. Quindi, con la tassa sul sacco il cittadino pagherà di più: eventuali imposizioni inizialmente “contenute” verranno quanto prima riviste verso l’alto con un semplice tratto di penna municipale.
- Il principio di causalità (chi inquina paga) è stato spazzato via proprio da chi l’ha ideato, ossia l’autorità federale. La quale ora propone, in spregio di ogni causalità, di far pagare il canone radiotelevisivo a tutti, anche a chi non ha né radio né TV.
- Va respinta la mentalità persecutoria del balzello, ossia il proposito ipocrita di saccheggiare il già magro borsello del cittadino sotto il pretesto di “educarlo” (il cittadino, non il borsello). L’educazione non si fa a suon di tasse punitive, ma con l’informazione e la persuasione.
Auspico quindi che la prossima domenica i votanti di Capriasca depositino nell’urna un convinto NO alla doppia imposizione sui rifiuti; un NO di valenza cantonale.

Lorenzo Quadri
Deputato in Gran Consiglio
Lega dei Ticinesi

Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani, non fosse statao cosi non mi avrebbero seguito per vent'anni.
29/07/2010
Il terrorismo islamico è solo uno specchietto per le allodole...
28/07/2010

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