Il Casinò di Lugano è da vendere
Nel corso del 2009 il panorama del gioco d’azzardo è cambiato sostanzialmente e ciò impone una seria riflessione sulla necessità per l’ente pubblico di vendere la sua partecipazione maggioritaria di Casinò Lugano. In Svizzera due sono le modifiche sostanziali che sono intervenute: da un lato il nuovo aumento della tassa federale sulle case da gioco che diminuisce ulteriormente la capacità futura di generare profitto e dall’altro la possibilità concessa alla Lotterie Suisse Romande e Swissloss di installare sul nostro territorio apparecchi elettronici per scommesse (Tactilo) al di fuori dei casinò autorizzati creando una seria concorrenza con il nostro prodotto slot machines. In Italia va considerato che grazie al Decreto Abruzzo si è data facoltà a gestori autorizzati di aprire mini casinò con apparecchiature Videolottery (VLT) su tutto il territorio nazionale creando de facto una incisiva e diretta concorrenza con l’offerta di slot machines che Casinò Lugano propone alla clientela proveniente dalla vicina penisola. Ricordo che questo prodotto, che è la fonte primaria degli introiti di Casinò Lugano, genera oltre l’80% della nostra cifra d’affari. A tutto ciò si deve aggiungere il rischio non indifferente di reputazione al quale è continuamente esposto l’ente pubblico coinvolto direttamente nello sfruttamento del gioco d’azzardo e a tutto quanto gira attorno a questo mondo. Il ruolo etico-morale dell’ente pubblico e non da ultimo le ingerenze della politica nella gestione di una SA sono anch’essi aspetti da considerare. L’ente pubblico è chiamato nella sua missione ad una sfida educativa. Questa sfida si vince anche denunciando, come è giustissimo e doveroso peraltro, i rischi e gli effetti negativi e dirompenti che il gioco d'azzardo produce, e non solo a livello economico ma soprattutto a livello psicologico e di tessuto sociale, presso tante persone e tante famiglie, all'interno spesso di gente anziana e povera. A fronte di tutti questi rischi quando misuriamo le ricadute dirette e indirette per la nostra città e il profitto generato ci accorgiamo che il risultato è economicamente insufficiente. Per Lugano il Santo non vale la candela. Per questi motivi credo che sia necessario per la Città di Lugano di riconsiderare seriamente la vendita del suo pacchetto di maggioranza in un momento in cui si può ancora generare un buon valore. Una cifra sicuramente interessante che permetterebbe alla Città di liberare risorse finanziarie da destinare ai suoi cittadini e di effettuare sostanziali ammortamenti sugli importanti investimenti messi in cantiere o in divenire. Il treno della vendita lo abbiamo già perso una volta a causa di incapacità decisionale ad assumersi responsabilità esecutive che hanno protratto le trattative per mesi facendo desistere i potenziali acquirenti. Oggi di nuovo si sente in lontananza il fischio del treno che annuncia un possibile e inaspettato secondo passaggio alla stazione di Lugano: non lasciamoci sfuggire l’occasione, prendiamola al volo salendo sul treno.
Paolo Sanvido
Lega dei Ticinesi
Consigliere Comunale
e membro CdA Casinò Lugano SA
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Redazione
Commenti
Si si vendere, vendiamo tutto
Si si vendere, vendiamo tutto va e gia che ci siamo vendiamo anche te!!!
vendere per cosa? Per fare ancora volta gonfiare le tasche degli altri?
Ma vai a venderti te va che magari una cosa utile la fai!!!
bah...