Calcaccia: una decisione politica non burocratica

14/02/2010
Forse qualcosa si muove. A quasi 7 anni dalla presentazione del messaggio, in cui il Consiglio di Stato chiedeva la riversione della centrale airolese, la Commissione Energia pare intenzionata ad uscire dal pantano.

Forse qualcosa si muove. A quasi 7 anni dalla presentazione del messaggio, in cui il Consiglio di Stato chiedeva la riversione della centrale airolese, la Commissione Energia pare intenzionata ad uscire dal pantano. Il problema sta nel come. Da sempre la Lega dei Ticinesi ha sempre sostenuto che la proprietà airolese della centrale idroelettrica Calcaccia non era in discussione; cosi non lo erano alcuni gruppi parlamentari filogovernativi, i quali mal conciliavano le loro posizioni dipartimentaliste con l’importanza di sostenere una comunità montana e periferica.
La centrale della Calcaccia è di proprietà comunale; Airolo grazie a questa struttura può rifornire in maniera ottimale il suo intero territorio, garantendo un servizio efficiente anche nella Valle Bedretto. Il tutto a prezzi di fornitura molto interessanti. Il pericolo un tempo paventato dai vertici del DFE e di AET che il Comune leventinese volgesse il suo interesse verso ATEL (ora ALPIQ) è ormai lontano; l’azienda comunale si rifornisce da AET quando la produzione locale è insufficiente e vende ad AET l’energia in esubero. Questo dovrebbe far ricredere i vertici dipartimentali sulla bontà della decisione di lasciare in mani airolesi questo piccolo gioiello di famiglia. Oltremodo, quando i due maggiori Comuni dell’Alta Valle sono intenzionati ad andare a nozze.
Sempre la solita maggioranza filogovernativa sostiene che una decisione sulla Calcaccia favorevole ad Airolo metta in pericolo la riversione dei grandi impianti. Niente di più falso e avventato. La decisione sulla riversione o meno di un impianto è prettamente politica; la Legge cantonale sull’utilizzazione delle acque prevede infatti che il Cantone può far valere o meno il diritto di riversione alla scadenza della concessione. Un diritto che si può applicare o meno, senza obblighi e quindi con discrezionalità. Discrezionalità che dovrebbe valere particolarmente quando ad essere coinvolto è un Comune periferico che grazie ad un impianto fa economia locale, senza speculare sui grandi mercati elettrici. Se un ente pubblico ticinese è proprietario di un impianto idroelettrico è certamente una sufficiente garanzia affinché l’energia prodotta sia destinata all’economia ticinese. Gli esempi della Verzasca e della Morobbio lo testimoniano.
La reciprocità nel caso delle riversione non deve essere garantita, perché quando i grandi impianti saranno a scadenza sarà il momento delle decisioni irrevocabili sul futuro energetico del nostro Cantone; la politica farà valere la sua discrezionalità e deciderà in merito. La Calcaccia rappresenta circa l’1% dell’intera produzione cantonale, ma a livello locale ha un valore materiale e immateriale immenso. La politica prenda le sue decisioni, con la pacifica convinzione che le decisioni future non saranno inficiate dal destino della Calcaccia.

Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani, non fosse statao cosi non mi avrebbero seguito per vent'anni.
29/07/2010
Il terrorismo islamico è solo uno specchietto per le allodole...
28/07/2010

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