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A volte ri(s)tornano

07/02/2010
Ma guarda un po'! Da settimane non si sente più nessun esponente governativo parlare del doveroso adeguamento (leggi: dimezzamento) dei ristorni all'Italia delle imposte alla fonte prelevate ai frontalieri. Ristorni fuori di cranio, che da 35 anni penalizzano ingiustamente l'erario ticinese. Uella, il tema non sarà mica caduto in dimenticatoio?? Il deputato leghista Lorenzo Quadri interroga, al proposito, il Consiglio di Stato. Di seguito il testo dell'atto parlamentare.

I segnali in arrivo dalla piazza finanziaria ticinese circa le conseguenze occupazionali dello scudo fiscale italiano – scudo che però è tutt’ora in corso – paiono essere meno preoccupanti di quel che si potesse inizialmente temere. Si spera che questa indicazione possa venire confermata a scudo fiscale concluso.
Intanto rimangono aperte alcune questioni.
In particolare, il problema dei ristorni delle imposte alla fonte prelevate ai frontalieri, ristorni che come noto e da oltre un trentennio penalizzano il Ticino e avvantaggiano l’Italia. Negli scorsi mesi il CdS aveva manifestato la ferma intenzione di ottenerne una revisione dalla Confederazione. Da tempo però di questo problema – e del conseguente mancato incasso per l’erario cantonale – non si sente più parlare.
Come pure mancano notizie in merito all’operato della famosa task force (del Consiglio federale) a tutela della piazza finanziaria ticinese, capitanata dall’avv. Respini,
Poiché è convinzione unanime che la politica sia stata e sia latitante sulla difesa della piazza finanziaria ticinese dagli attacchi italiani, bisogna inoltre chiedersi cosa si farà per evitare il ripetersi della medesima situazione. Il CdS, agli incontri con i politici organizzati annualmente dall’Associazione bancaria ticinese a Villa Negroni, non brilla per presenzialismo. Non è certo questo il problema, ma potrebbe essere un piccolo segnale di qualcosa che non funziona.

Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:

- Il tema del sensibile ridimensionamento dei ristorni all’Italia delle imposte alla fonte prelevate ai frontalieri, è ancora sul tappeto? Quali passi sono stati intrapresi a questo proposito nei confronti dell’autorità federale?
- Esistono, o sono almeno previsti, dei rapporti d’attività della “task force” guidata dall’avv Respini?
- Quali riflessioni verranno intavolate con la piazza finanziaria ticinese al fine di poter intervenire con maggiore efficacia alla prossima crisi?

Con la massima stima.

Lorenzo Quadri

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