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UN GRAZIE A SIMONE BANCHINI

27/07/2010
Nei giorni scorsi è apparsa la pubblicazione della ricerca di un nuovo guardiano per la capanna del Monte Bar in sostituzione dell’attuale guardiano Simone Banchini. Avendo lavorato quali suoi collaboratori da ottobre dello scorso anno ed essendo dispiaciuti della sua decisione desidereremmo ringraziarlo pubblicamente per quanto ha saputo fare per i clienti e per noi.

Te lo dobbiamo, Simone, un grazie particolare dopo aver avuto la conferma che al Monte Bar resterai solo fino a fine settembre di quest’anno.
Te lo dobbiamo perché in questo breve periodo hai saputo trasformare la Capanna Monte Bar in un luogo dove, nonostante alcuni momenti di difficoltà e poco sostenuti da chi di dovere, il sorriso e la motivazione ad un lavoro seppur duro e stressante sia per te che per noi non sono mai mancati.

Sarà una coincidenza, ma accanto alla breve intervista sul CdT dove ti annunciavi partente abbiamo letto un lungo articolo dove si diceva che chi si reca in Ticino, oltre ad una buona cucina e ad altre offerte richiede una migliore accoglienza ed il sorriso sulle labbra.
Al Monte Bar questo è sempre stato notato da tutti, grazie al tuo modo di accogliere chi ci si reca, e le osservazioni sul libro esposto per le critiche ed i suggerimenti lo dimostra.

Ma non solo i clienti ed i visitatori lo avevano notato, tutti noi che con te abbiamo lavorato anche a costo di grandi sforzi, abbiamo potuto vivere questa accoglienza che ci motivava grazie anche alle fatiche sopportate dalle tue spalle che, a causa delle assurde restrizioni imposte dalle autorità comunali sui voli di elicottero, e sul trasporto invernale con mezzi a motore, portavano sacchi da venti chilogrammi e più da Corticiasca alla Capanna per offrire ai clienti quanto loro necessitava.

Ricordiamo il tuo sacco pieno di bottiglie di acqua che durante parte del periodo invernale ti sei portato sulle spalle fino a tre volte a fine settimana e che dovevi trasportare per almeno un’ora e mezzo dopo essere sceso alle 6 del mattino dalla Capanna a Corticiasca per permetterci di lavorare con un minimo di igiene personale. E quando a volte, stremato, raggiungevi la Capanna, ti rimettevi subito al lavoro senza nemmeno un momento per riposare e sempre con il sorriso sulle labbra. Ricordiamo bene come ci accoglievi dopo le fatiche del sabato mattina quando, bel tempo o brutto tempo ci sobbarcavamo una o due ore di cammino in mezzo alla neve per poterti affiancare nel servizio alla clientela.

Peccato, Simone, le tue iniziative ed i tuoi desideri come il tuo obiettivo di mettere a disposizione dei clienti un luogo caldo pulito ed accogliente oltre alle minime necessità oggi indispensabili, si sono scontrate con l’incomprensione di chi non ha ancora capito che la capanna al Monte Bar deve evolvere ed essere pronta a cogliere le necessità dei visitatori e non può più essere concepito solo come un rifugio alpino perché ormai non lo è più.

Tu l’avevi percepito e continuavi a ripeterlo ma altri non hanno saputo o voluto ascoltarti. Speriamo che, come tu hai sempre detto in questi ultimi giorni, il tuo rifiuto a continuare a queste condizioni e la tua partenza siano di stimolo per una riflessione di chi ne ha le redini perchè la Capanna Monte Bar, quel luogo magnifico che pochi hanno la fortuna di possedere, possa finalmente riprendere il suo posto quale luogo di incontro e di ristoro come tu l’avevi fin da principio desiderato.

Paola, Mario, Alex

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