Messo fine a un contrabbando di generi alimentari
Il commerciante è stato fermato nel corso del mese di aprile del 2009 nelle retrovie del confine italo-svizzero da una pattuglia delle guardie di confine. Durante il controllo del veicolo si accertava la presenza di 60 kg di prodotti carnei e di altri generi alimentari. Vista la palese destinazione commerciale della merce, intervenivano sul posto gli ispettori della Sezione antifrode doganale di Lugano e del Laboratorio cantonale per l'avvio dell'inchiesta penale doganale.
Dalla medesima è emerso che il commerciante già dal 2004 entrava regolarmente da valichi doganali incustoditi del Mendrisiotto con merce di contrabbando. Qualche volta per passare inosservato si serviva pure di una staffetta che verificava l'eventuale presenza di pattuglie delle guardie di confine.
La merce veniva successivamente venduta a vari destinatari della Svizzera italiana, tra i quali figurava anche un gerente di un ristorante e un titolare di una macelleria.
Grazie all'assistenza amministrativa in materia doganale, la Sezione antifrode doganale ha potuto acquisire le prove degli acquisti della merce effettuata in Italia presso diversi grossisti di generi alimentari negli ultimi anni e calcolare nel dettaglio l'ammontare della frode doganale.
Questi giorni ad inchiesta conclusa, la Sezione antifrode doganale di Lugano ha potuto incolpare il commerciante e ulteriori tre persone di contrabbando. Ora rischiano importanti sanzioni. Saranno pure chiamati a pagare i tributi doganali elusi.
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