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Il fetido balzello sul sacco deve venire asfaltato. Capriasca, un’occasione da non perdere

31/01/2010
Ormai il principio di causalità è morto e sepolto: è stata la stessa Confederazione a spazzarlo via.

Il prossimo 7 marzo, i cittadini di Capriasca voteranno sul referendum contro la tassa sul sacco. I segnali sono positivi, nel senso che, contro il fetido balzello, sono state raccolte 1500 firme, quando, per la riuscita del referendum, ne sarebbero bastate 666.
Che le tasse sul sacco giovino all’ambiente è ancora tutto da dimostrare. Infatti, l’immediata conseguenza della loro introduzione è che la gente, per non pagare l’ennesima, iniqua gabella che gli si vuole scaricare sul groppone, o opta per il turismo del sacco, o butta il pattume negli scarichi (lavandini, WC) oppure si dà al littering ed alle discariche abusive.
Non a caso nel Bellinzonese le conseguenze negative dell’introduzione della tassa sul sacco si sono immediatamente ripercosse sulla depurazione acque.
Oltretutto, mentre da Berna e Bellinzona i ro$$o-verdi starnazzano alla catastrofe ambientale, ecco che si scopre che la Svizzera è il secondo paese più “verde” al mondo, superata in questo solo dall’Islanda (la quale è per la maggior parte disabitata, per cui sai che sforzo ad arrivare primi). Ciononostante, si continua allegramente a tentare di inculcare sensi di colpa nel cittadino, pretendendo – con la consueta devastante mania da primi della classe – di imporre degli standard di tutela ambientale che la gente, semplicemente, non si può permettere.
Tornando alle tasse sul sacco, che nessuno si faccia illusioni a proposito della loro presunta convenienza: i Comuni che introducono questi balzelli lo fanno per incassare di più, e non certo per incassare meno. Non c’è alcun dubbio, e bisognerebbe essere davvero sprovveduti per credere a chi afferma il contrario, che il conto a carico del contribuente crescerà.
Invitiamo i cittadini di Capriasca a mobilitarsi votando in massa contro la doppia imposizione sul pattume (tassa di base + tassa sul sacco) che oltretutto si vorrebbe imporre a) in tempo di crisi e b) quando i costi di smaltimento rifiuti, a seguito della messa in funzione dell’inceneritore di Giubiasco, sono passati da 280 a 175 Fr/t.
E’ vero: l’esito, oltremodo positivo, della raccolta firme è un segnale incoraggiante. Ma sarebbe pericoloso farsi illusioni. E’ poco ma sicuro che i sostenitori del fetido balzello faranno di tutto per farlo passare, e non esiteranno a ricorrere al porta a porta. Del resto, il progetto di tassa sul rüt è l’unica cosa che abbia partorito il “nuovo” comune di Capriasca.
Che nessuno poi si faccia incantare da eventuali fregnacce sul principio di causalità, ossia del “chi inquina paga”. Perché il principio di causalità, su cui la Confederazione ha rotto le scatole ad oltranza, è stato sfasciato dalla Confederazione stessa che adesso vuole far pagare il canone radiotelevisivo a tutti, anche a chi non ha nemmeno il televisore. Con questa iniziativa federale sul canone radioTV, dunque, il principio di causalità è stato spazzato via. E’ morto e sepolto in ogni ambito.
Il voto di Capriasca sul fetido balzello sul sacco potrà inoltre avere conseguenze di portata cantonale. Se infatti anche i capriaschesi, analogamente a quanto accaduto a Bioggio, “asfalteranno” la doppia imposizione sul pattume, vorrà dire che i tempi sono proprio maturi per un’iniziativa popolare che contempli l’abolizione di tutte le tasse ad hoc sull’immondizia.

Lorenzo Quadri

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